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sabato 16 febbraio 2013

Jamie parla di Jace

Per me Jace, la storia di Jace é tutta, sai, sul fatto che ogni volta lui si rintana . É un stronzo. É uno stupido. Lui é un pirla e non c'é nient altro da dire al riguardo. E poi lui apre se stesso a Clary e dà se stesso a lei e alla fine finisce per essere tradito da tutto questo, cosí si rintana di nuovo e alla fine lo vediamo solo scoppiare e adoro questo. Voglio interpretarlo al meglio e l'ho interpretato come super stoico e quando lo si vede crollare, volevo farlo davvero per l'audience (in senso positivo); come se "Oh wow, é una persona vera; non solo un robot."

E' VIETATA LA RIPRODUZIONE DI QUESTO ARTICOLO TRADOTTO DALLO STAFF DI MUNDANE JOURNAL.POTETE UTILIZZARLO CITANDO SEMPRE IL LINK DEL SITO 

Godfrey Gao parla di Magnus ad MTV

Il nostro amato attore asiatico ha parlato del ruolo di Magnus ad MTV.
Sotto l'immagine troverete la traduzione!

“Magnus’ extravagant style of dress and makeup was quite the hot topic when I arrived to shoot in Toronto. All the glitter, nail polish, eye-liner and the outfits combined made Magnus the character that everyone loves and envisioned in their minds,” Gao said. “While I never spent more than 30 minutes for hair and makeup, the results for Magnus’ style … let’s just say the hair, makeup and costume team/departments did a fantastic job of styling my character, and I enjoyed every single moment of transforming into Magnus! The warlock outfit with the black cape and hoody was very intriguing as well!”
Those interested in the warlock’s backstory (beyond Clare’s “The Mortal Instruments” and “The Infernal Devices” series) should keep an eye out for a spin-off, e-serialization called “The Bane Chronicles,” which will be released in 10 installments starting April 16.
 "Lo stile stravagante di Magnus era uno dei punti importanti quando arrivai per registrare a Toronto.
Tutti i glitter, le unghie curate, l'eye-liner e gli outfit combinati fanno di Magnus il personaggio che tutti amano e che hanno immaginato nella loro mente" dice Gao.
"Mentre io non ho mai impiegato piú di 30minuti per i capelli e make up, il risultato per lo stile di Magnus...lascistemi dire che i team di trucco, parrucco e costumi hanno fatto un lavoro di styling fantastico per il mio personaggio, e mi sono divertito in ogni momento della trasformazione in Magnus. L'outfit warlock con il mantello con cappuccio nero era davvero intrigante!"

Quelli che sono interessati alla storia del warlock dovrebbero guardare per uno spin off, una serie.digitale intitolata " The bane chronicles" , che sarà rilasciata in 10 parti a partirebdal 16 aprile.


E' VIETATA LA RIPRODUZIONE DI QUESTO ARTICOLO TRADOTTO DALLO STAFF DI MUNDANE JOURNAL.POTETE UTILIZZARLO CITANDO SEMPRE IL LINK DEL SITO 

Fonte: CassandraClare Tumblr

sabato 2 febbraio 2013

SCI FI MAGAZINE parla di Città di Ossa

E il nostro Shadowhunters-Città di Ossa,conquista attenzione anche da un altro giornale,che gli dedica un articolo!!
Per leggerlo,basta scaricare gratuitamente il pdf cliccando Qui

Viene nominato anche su Best Movie insieme ad altri YA del 2013.


 Fonte: TMI Italia

Nuovo Snippet da CPSS

Cassie rilascia ancora un nuovo,piccolo snippet da Clockwork Princess,ormai vicinissimo all'uscita!!
Come sempre trovate la traduzione sotto l'immagine!

ATTENZIONE SPOILER

Tessa couldn’t help herself; despite everything, she giggled. “It laces,” she whispered. “In the back,” and she guided his hands around her until his fingers were on the strings of the corset. She shivered then, and not from cold, but from the intimacy of the gesture.

TRADUZIONE
Tessa non poteva farci niente, nonostante tutto, ridacchiò. "si allaccia," sussurrò. "dietro", e guidò le mani di lui attorno a lei fino a quando le sue dita non furono sulle stringhe del corsetto. Rabbrividì allora, e non per il freddo, ma per l'intimità del gesto.



Fonte: Shadow Hunters Italia

giovedì 24 gennaio 2013

Nuovo Snippet da CoHF

La nostra amata Cassie,per ringraziarci dei voti alla sfida di MTV,ha rilasciato un nuovo snippet da City Of Heavenly Fire,con protagonisti Jace e Magnus..che parlano di un certo Alec!! ( ^_^ )
Sotto l'immagine potete trovare la traduzione!


ATTENZIONE SPOILER


Magnus rolled onto his back and put his feet up on the arm of the sofa. “What do you care if Alec’s miserable?”
“What do I care?” Jace said, so loudly that Chairman Meow rolled off the couch and landed on the floor. “Of course I care about Alec; he’s my best friend, my parabatai. And he’s unhappy. And so are you, by the look of things. Takeout containers everywhere, you haven’t done anything to fix up the place, your cat looks dead —“
“He’s not dead.”

  
Magnus si girò sulla schiena e mise i piedi sul bracciolo del divano. "Cosa t'importa se Alec è infelice?"
"Che cosa me ne importa?" Disse Jace, così forte che Presidente Miao rotolò giù dal divano ed è atterrò sul pavimento. "Certo che mi importa di Alec, lui è il mio migliore amico, il mio parabatai. Ed è infelice. E lo sei anche tu, visto come stanno le cose. Contenitori da asporto ovunque, non hai risistemato niente in questo posto, il tuo gatto sembra morto"
"Non è morto"


 E' VIETATA LA RIPRODUZIONE DI QUESTO ARTICOLO TRADOTTO DALLO STAFF DI MUNDANE JOURNAL.POTETE UTILIZZARLO CITANDO SEMPRE IL LINK DEL SITO

Fonte: TMI Source

venerdì 18 gennaio 2013

Sinossi di Clockwork Princess

Cassandra ha rilasciato la sinossi di Clockwork Princess,e adesso l'attesa del libro diventa ancora più dura!!
Sotto l'immagine trovate la traduzione!


Tessa Gray dovrebbe essere felice (non lo sono tutte le spose?) Eppure mentre si prepara al matrimonio con Jem Carstairs, un nugolo di ombre inizia a stringersi intorno all'Istituto Londinese degli Shadowhunters. Un nuovo demone appare, uno legato sangue e .....al Magister, l'uomo che sta pianificando di utilizzare la propria armata di automi , gli Infernal Devices, per distruggere gli Shadowhungers. Ha bisogno solo di un ultimo pezzo per completare il suo piano di distruzione.
Ha bisogno di Tessa.

sabato 12 gennaio 2013

'Becoming Sebastian Verlac' nuovo contenuto da CoLS

Cassandra tramite Tumblr ha rilasciato un altro contenuto speciale dal libro Città delle Anime Perdute,lo stesso racconto si può trovare in italiano,nella raccolta per ebook 'Pagine Rubate'..
Lo trovate in italiano sotto la foto,e cliccando sul link della fonte potete leggerlo in inglese!

'Becoming Sebastian Verlac'
Era un piccolo bar, su una stradina in pendenza di una città cinta da mura e piena di ombre.
Jonathan Morgenstern era rimasto seduto al bancone per almeno un quarto d’ora, intento a sorseggiare un drink, quando si alzò e scese la rampa di scale lunga e pericolante che portava alla discoteca. Mentre si avventurava verso il basso, era come
se il suono della musica gli andasse incontro, cercando di farsi strada su per i gradini,tanto che sentiva il legno vibrargli sotto i piedi.
Lo spazio era gremito di corpi che si dimenavano in mezzo al fumo. Proprio il genere di posto bazzicato dai demoni… Quindi il genere di posto frequentato anche da chi li cacciava.
O il luogo ideale per chi dava la caccia a un cacciatore di demoni.
Del fumo colorato turbinava nell’aria, emanando un odore vagamente aspro.
Le pareti della discoteca erano completamente rivestite da lunghi specchi. Riusciva a vedersi mentre attraversava la stanza: una figura snella vestita di nero, coi capelli di suo padre, bianchi come la neve. C’era umidità là sotto, faceva caldo e mancava l’aria, tanto che lui si sentiva la maglietta incollata alla schiena per il sudore. Un anello d’argento gli luccicava dalla mano destra, mentre con gli occhi scrutava la stanza in cerca della preda.
Eccola lì, al bancone, con l’aria di volersi confondere fra i mondani.
Un ragazzo. Diciassette anni, forse.
Uno Shadowhunter.
Sebastian Verlac.
In genere Jonathan nutriva scarso interesse per chiunque avesse la sua stessa età – se c’era qualcosa di più noioso degli adulti, erano gli altri adolescenti – ma Sebastian Verlac era diverso. Jonathan lo aveva scelto con attenzione,meticolosamente, come si sarebbe potuto scegliere un costoso abito fatto su misura.
Gli si avvicinò a passi lenti, senza fretta, studiandolo per bene. Aveva visto delle fotografie, certo, ma di persona la gente risultava sempre diversa. Sebastian era alto, alto come lui, e aveva la sua stessa corporatura slanciata. Indossava vestiti che
molto probabilmente gli sarebbero andati alla perfezione. Lui però aveva i capelli scuri, quindi avrebbe dovuto tingerseli, cosa fastidiosa ma non impossibile. Anche gli occhi erano neri, e i lineamenti, sebbene irregolari, nell’insieme producevano un
bell’effetto: quel ragazzo emanava un’aura di simpatia che lo rendeva attraente.
Aveva l’aspetto di uno che si fidava facilmente degli altri, che sorrideva spesso.
L’aspetto di uno sciocco.
Jonathan si avvicinò al bancone e vi si appoggiò contro. Girò la testa, facendo capire all’altro ragazzo che lo stava guardando. — Bonjour.Sebastian gli rispose in inglese, la lingua di Idris, seppur con un lieve accento francese. Aveva lo sguardo sottile. Il fatto di essere stato visto sembrava averlo scosso parecchio, spingendolo probabilmente a interrogarsi sull’identità di Jonathan: un
collega Shadowhunter o uno stregone con un simbolo che non si vedeva?
Qualcosa di sinistro sta per accadere, pensò Jonathan. E tu nemmeno lo sai.
— Ti faccio vedere la mia, se tu mi fai vedere la tua — gli disse sorridendo. Si vedeva riflesso nel sudicio specchio sopra il bancone. Sapeva che il modo in cui gli si era illuminato il viso lo rendeva praticamente irresistibile; suo padre lo aveva allenato
per anni a sorridere in quel modo, come un essere umano.
La mano di Sebastian si strinse al bordo del bancone. — Io non…
Jonathan allargò ancora di più il proprio sorriso e voltò la mano destra per mostrare la runa della Chiaroveggenza che aveva sul dorso. Sebastian trasse un sospiro di sollievo e irradiò la gioia di quando si riconosce qualcuno di fidato, come se qualsiasi Shadowhunter fosse un compagno e un potenziale amico.
— Anche tu diretto a Idris? — gli chiese Jonathan. Mantenne un tono professionale, come se fosse regolarmente in contatto con il Conclave. Un altro zelante Shadowhunter che proteggeva gli innocenti. Non se ne stancava mai!
— Io — esordì Sebastian — rappresento l’Istituto di Parigi. Mi chiamo Sebastian Verlac, comunque.
— Ah, Verlac. Famiglia antica e rinomata. — Jonathan gli prese la mano e la strinse con decisione. — Andrew Blackthorn — disse con disinvoltura. — Istituto di Los Angeles, in origine, ma poi sono andato a studiare a Roma. Ho pensato di raggiungere Alicante via terra. Per godermi il paesaggio. Jonathan aveva svolto delle ricerche sui Blackthorn, una famiglia numerosa, e
sapeva che da dieci anni loro e i Verlac non si trovavano nella stessa città. Sapeva che non avrebbe avuto problemi a rispondere a un nome falso: non ne aveva mai avuti.
Non si era mai sentito particolarmente legato al suo vero nome, forse perché aveva sempre saputo che non era solo il suo.
L’altro Jonathan era stato cresciuto in una casa non lontana dalla sua, ricevendo le visite di suo padre. L’angioletto di papà.
— Saranno secoli che non vedo un altro Shadowhunter — proseguì Sebastian.
Stava parlando già da un po’, ma Jonathan si era dimenticato di prestargli attenzione.
— Che coincidenza incontrarti proprio qui. Il mio giorno fortunato!
— Eh già — mormorò Jonathan. — Anche se non è stata proprio una coincidenza. Penso che avrai sentito parlare del demone Eluthied che si aggira in questo posto, vero?
Sebastian sorrise e bevve un ultimo sorso dal suo bicchiere, appoggiandolo poi sul bancone. — Dopo che avremo ucciso quel coso, dovremo fare un brindisi.
Jonathan annuì e cercò di sembrare molto concentrato, come se stesse scrutando la stanza in cerca di demoni. I due erano appoggiati spalla a spalla, come guerrieri fratelli. Era così facile che quasi si annoiava: gli era bastato presentarsi, ed ecco Sebastian Verlac che, come un agnellino indifeso, appoggiava la gola contro la lama del coltello. Chi poteva fidarsi in quel modo degli altri? E desiderare subito di essere loro amico?
Lui non si era mai dimostrato gentile con il prossimo. Ovviamente non ne aveva nemmeno avuto l’opportunità. Il padre aveva tenuto lontani lui e l’altro Jonathan; un bambino con sangue di demone e un bambino con sangue d’angelo:crescili entrambi come se fossero tuoi e stai a vedere chi dei due ti rende più orgoglioso.
L’altro non aveva superato una prova, tempo prima, ed era stato allontanato.
Così sapeva Jonathan. Lui aveva superato qualsiasi tipo di test a cui il padre l’avesse mai sottoposto, e forse ci era riuscito fin troppo bene, in maniera troppo perfetta,indifferente all’isolamento e agli animali feroci, alla frusta o alla caccia. Di tanto in tanto aveva colto un’ombra negli occhi del padre, un’ombra di dolore o di dubbio.
Ma cosa lo angosciava? Perché avrebbe dovuto dubitare? Non era forse il combattente perfetto? Non era tutto ciò per cui il padre lo aveva creato? Gli umani erano così strani.
A Jonathan non era mai piaciuta l’idea di un altro Jonathan, di un padre che aveva un altro figlio, un figlio che a volte lo faceva sorridere senza ombre negli occhi.
Un giorno aveva amputato all’altezza delle ginocchia uno dei manichini che usava per allenarsi, trascorrendo poi una piacevole giornata a strangolarlo, sventrarlo e squartarlo dal collo all’ombelico. Quando il padre gli aveva chiesto perché avesse
tagliato parte delle gambe, Jonathan aveva risposto di voler vedere che effetto faceva uccidere un ragazzo della sua stessa altezza.
— Dimenticavo, mi devi scusare — disse Sebastian, che stava rivelandosi fastidiosamente loquace. — Quanti siete voi, in famiglia?
— Oh, siamo in tanti — rispose Jonathan. — Otto. Ho quattro fratelli e tre sorelle.
I Blackthorn erano davvero in otto: le ricerche di Jonathan erano state accurate.
Non riusciva neanche a immaginarselo, di poter vivere con così tanta gente, in mezzo al disordine. Anche lui aveva una sorella di sangue, ma non si erano mai conosciuti.
Il padre gli aveva raccontato che sua madre era scappata quando lui era molto piccolo. Era di nuovo incinta, inspiegabilmente disperata perché aveva chissà cosa in contrario sul fatto che la sua creatura venisse migliorata. Ma era scappata troppo
tardi: il padre aveva già provveduto affinché Clarissa fosse dotata di poteri angelici.Solo poche settimane prima, il padre aveva visto Clarissa per la prima volta e al loro secondo incontro lei aveva dimostrato di saper usare i propri poteri. Aveva spedito la sua nave nel fondo dell’oceano.
Una volta che lui e il padre avessero vinto e trasformato gli Shadowhunters,devastando il loro orgoglio e la loro città, lui diceva che sua madre, l’altro Jonathan e Clarissa sarebbero andati a vivere con loro.
Disprezzava sua madre per il fatto che era scappata. E il suo unico interesse nei confronti dell’altro Jonathan era quello di dimostrare la propria superiorità: il vero figlio del padre, figlio di sangue, un sangue con dentro la forza dei demoni e del caos.Ma Clarissa gli interessava.
Clarissa non aveva mai scelto di lasciarlo. Era stata portata via e costretta a crescere in mezzo ai mondani, niente di più disgustoso. Doveva aver sempre saputo di essere diversa da chiunque altro attorno a lei, di essere destinata a cose completamente diverse, con un potere e qualcosa di strano che le scorreva sotto la pelle.
Doveva essersi sentita come se al mondo non ci fossero altre creature come lei.
Dentro Clarissa c’era qualcosa di angelico, come nell’altro Jonathan, non il sangue infernale che scorreva nelle sue vene. Lui era molto simile a una versione più forte di suo padre, temprata dal fuoco dell’Inferno. Anche lei era vera figlia del padre,
e chi poteva sapere quale strana mistura la combinazione di sangue del padre e potere
del Paradiso aveva formato nelle vene di Clarissa? Forse non era poi così diversa da lui.
Il pensiero lo esaltava in un modo mai provato prima. Clarissa era sua sorella,non apparteneva a nessun altro. Sì, era sua. Lo sapeva, perché anche se non sognava spesso (era una cosa da umani), dopo che il padre gli aveva raccontato di come lei
aveva affondato la nave, lui l’aveva vista spesso nel sonno.
Aveva visto una ragazza in piedi sopra il mare, coi capelli come fumo scarlatto che le si avvolgevano in spire sulle spalle, arrotolandosi e srotolandosi al vento indomabile. Tutto era tenebra impetuosa, e il mare in tempesta trasportava pezzi del
relitto che un tempo era stato una nave, insieme a corpi galleggianti a faccia in giù.
Lei abbassava i suoi occhi verdi e freddi su di loro e non aveva paura.
Era stata Clarissa, era stata lei a portare distruzione così come avrebbe fatto lui stesso. Nel sogno, era orgoglioso di lei. La sua sorellina.Sempre in quel sogno, ridevano insieme di fronte al magnifico disastro attorno a loro. Erano in piedi, sospesi sopra il mare; a loro non poteva succedere niente, perché la distruzione era il loro elemento. Clarissa faceva ondeggiare nell’acqua le
sue mani bianche come la luna. Quando le risollevava erano scure, e lui capiva che l’acqua era diventata sangue.
Jonathan si era risvegliato ridendo.
Al momento giusto, aveva detto il padre, sarebbero stati insieme, tutti insieme.
Doveva aspettare.
Peccato che non fosse molto bravo, ad aspettare.
— Hai una faccia strana — disse Sebastian Verlac, gridando per sovrastare la musica pulsante, una voce squillante e frastagliata nelle orecchie di Jonathan.
Jonathan si chinò verso di lui e gli sussurrò all’orecchio, con precisione: —Dietro di te. Ore quattro.
Sebastian Verlac si voltò, e il demone, sotto forma di ragazza con una nuvola di capelli scuri, si allontanò bruscamente dal ragazzo con cui stava chiacchierando sgusciando via in mezzo alla folla. Jonathan e Sebastian lo seguirono, uscendo da una porta con la scritta SORTIE DE SECOURS a lettere rosse e bianche smangiate.
La porta dava su un vicolo che il demone percorse rapidamente, quasi scomparendo.
A quel punto Jonathan fece un salto, scagliandosi contro il muro di mattoni di fronte a sé, e sfruttò lo slancio per rimbalzare sopra la testa della creatura. Si voltò a mezz’aria, pugnale con le rune in mano; lo sentì fischiare nell’aria. Il demone restò di
ghiaccio e lo guardò fisso. La maschera del suo viso di ragazza stava già cominciando a scivolare via, mentre Jonathan riusciva a intravedere le fattezze sottostanti: tanti occhi come quelli di un ragno e bocca provvista di zanne spalancate per lo stupore.
Non c’era niente di quello spettacolo che lo disgustasse. L’icore che scorreva nelle vene della creatura era anche il suo.
Non che la cosa gli ispirasse misericordia, no di certo. Sorridendo a Sebastian da sopra la spalla del demone, si scagliò arma in pugno contro l’avversario e lo squartò come una volta aveva fatto con il manichino, dal collo all’ombelico. Un urlo
gorgogliante dilaniò il cielo sopra il vicolo mentre il demone si piegava su se stesso e spariva, lasciando dietro di sé poche gocce di sangue nero disseminate sulla pietra.
— Per l’Angelo — sussurrò Sebastian Verlac.
Stava fissando Jonatah al di sopra del sangue e dello spazio vuoto fra loro, ed era sbiancato in volto. Per un istante l’altro fu quasi compiaciuto nel leggergli in faccia quella che sembrava paura.
Niente da fare. Sebastian Verlac restava uno sciocco fino in fondo.
— Sei stato grandioso! — esclamò infatti, con voce scossa ma ammirata. —Non ho mai visto nessuno muoversi così in fretta! Alors, dovrai insegnarmi quella mossa. Davvero, è la prima volta che vedo fare una cosa simile.
— Mi piacerebbe aiutarti — disse Jonathan. — Ma sfortunatamente sono di passaggio. Sai, mio padre mi aspetta. Ha dei progetti, e senza di me non ce la può fare.
Sebastian fece un’espressione di sconforto totale. — Su, dai… non te ne puoi andare adesso! — disse per cercare di persuaderlo. — Cacciare con te è stato troppo divertente, mon pote. Prima o poi dobbiamo rifarlo.
— Mi dispiace — rispose Jonathan, giocherellando con l’impugnatura dell’arma — ma non sarà possibile.
Sebastian sembrò così sorpreso, quando venne ucciso. A Jonathan scappava da ridere: il coltello in mano e, sotto la lama, la gola di Sebastian che si apriva, il sangue caldo che gli colava sulle dita.
Non poteva rischiare che il cadavere di Sebastian venisse ritrovato nel momento sbagliato, rovinando il suo piano, perciò decise di trasportarlo come se stesse aiutando un amico ubriaco a tornare a casa.
Non erano affatto lontani da quel ponticello sul fiume, delicato come filigrana o come le ossa fragili e imputridite di un bambino morto. Sollevò il cadavere sopra il parapetto e rimase a guardarlo mentre colpiva, con un tonfo, le acque cupe e veloci.
Il cadavere affondò senza lasciare tracce. Prima ancora che sparisse completamente sott’acqua, Jonathan se n’era già dimenticato. Vide le dita ritorte muoversi su e giù nella corrente, come se qualcosa le avesse riportate in vita spingendole a implorare aiuto o almeno spiegazioni. Jonathan ripensò a quel sogno: sua sorella e un mare di sangue. Quando aveva gettato il corpo, dal fiume erano saliti schizzi d’acqua che gli avevano spruzzato la manica. Un battesimo, un nuovo nome:adesso era Sebastian.
Attraversò il ponte in direzione della città vecchia, dove le lampadine elettriche erano travestite da lanterne a gas, l’ennesimo giocattolo per turisti. Voleva raggiungere l’hotel dove dormiva Sebastian Verlac. Lo aveva esaminato prima di
andare al bar e sapeva di potersi arrampicare e sgattaiolare dentro la finestra della stanza per impossessarsi degli effetti personali del ragazzo. Sarebbe bastato un flacone di acqua ossigenata da due soldi e…
In quell’istante, un gruppo di ragazze in abiti da discoteca gli passarono accanto sbirciandolo di traverso. Una di loro, con una gonna argentata che le fasciava i fianchi, lo guardò dritto negli occhi e gli sorrise.
Jonathan si unì al gruppetto.
— Comment tu t’appelles, beau gosse? — gli chiese un’altra con voce leggermente impastata. — Come ti chiami, bello?
— Sebastian — rispose subito lui, senza un secondo di esitazione. Ecco chi sarebbe stato d’ora in avanti, chi i piani di suo padre volevano che fosse, chi aveva bisogno di essere per percorrere il sentiero che portava alla vittoria e a Clarissa. —Sebastian Verlac.
Guardò verso l’orizzonte, e pensò alle torri di vetro di Idris. Se le immaginò avvolte nell’ombra, nel fuoco, distrutte. E pensò a sua sorella che lo aspettava, là fuori, nel mondo.
Sorrise.

|Fonte: CassandraClare Tumblr

mercoledì 2 gennaio 2013

Clockwork Princess snippet: Regalo di fine anno! (2012)

Come regalo di fine anno..Cassie ha rilasciato un nuovo Snippet da Clockwork Princess.. se ve lo siete perso ve lo riproponiamo in italiano! Per leggerlo in lingua origiale,cliccate il link alla fonte,a fine articolo.

                                                           -ATTENZIONE SPOILER-


"Tessa si allungò a spazzolargli via i capelli umidi dalla fronte. Lui si inclinò al suo tocco, a occhi chiusi. "Jem-hai mai-" esitò. "Hai mai pensato ad un altro modo per prolungare la tua vita che non fosse una cura con la droga?"
Le sue palpebre si spalancarono. "Cosa intendi dire?"
Lei pensò a Will, sul pavimento dell'attico, soffocando con l'acqua santa. "Diventare un vampiro. Potresti vivere per sempre"
Lui si agitò contro i cuscini del letto. "Tessa, no. Non- non puoi pensare a questo"
"Il pensiero di diventare un Nascosto è davvero così terribile per te?"
"Tessa..." espirò lentamente. "Sono uno Shadowhunter. Un Nephilim. Come i miei genitori prima di me. E' l'eredità che rivendico, e rivendico l'eredità di mia madre come parte di me stesso. Ciò non significa che odio mio padre.
Ma onoro il dono che mi hanno fatto, il sangue dell'Angelo, la fiducia riposta in me, il giuramento che ho fatto. Non penso che potrei essere un buon vampiro. Non potrei più essere il parabatai di Will, non sarei più benvenuto all'Istituto. No, Tessa. Preferirei morire e rinascere e vedere di nuovo il sole che vivere fino alla fine del mondo senza luce."
"Un Fratello Silente, allora," disse lei.
I suoi occhi si addolcirono leggermente. "Il percorso di Fratellanza Silente non è aperto per me". "


Fonte : CassieClareTumblr
Traduzione : Shadowhunters-by-Cassandra-Clare-Italian-Fan
 


Nuovo snippet da "The Bane Chronicles"

Cassandra ha rilasciato un nuovo snippet da "The Bane Chronicles".. Sotto la foto potete trovare la nostra traduzione..

“Just don’t leave me here,” said Ragnor. “You have to swear, Bane.”
Magnus raised his eyebrows. “I give you my word of honor!”
“I mean it,” Ragnor told him. “I will find you. I will find whatever chest of absurd clothes you have brought with you. And I will bring a llama into the place where you sleep and make sure that it urinates on everything in the chest.”
“There is no need to get nasty about this,” Magnus said. “Don’t worry. I can teach you every word that you need to know right now. One of them is ‘fiesta.’”
Ragnor scowled. “What does that mean?”
“It means ‘party.’ Another important word is ‘juerga.’”
“What does that word mean?”
Magnus was silent.
“Magnus,” said Ragnor, his voice stern. “Does that word also mean ‘party’?”
Magnus could not help the sly grin that spread across his face. “I would apologize,” he said. “But I have no regrets.” 

"Solo non lasciarmi qui", disse Ragnor. "Lo devi giurare Bane!"
Magnus inarcò le sopracciglia. "Hai la mia parola d'onore"
"Vorrei vedere", ribattè Ragnor. "Ti troverò. Troverò qualsiasi baule di vestiti assurdi tu abbia portato con te. E porterò un lama dove dormi assicurandomi che urinerà tutto quello che si trova nel baule".
"Non c'è bisogno di cadere nel volgare", disse Magnus. "Non ti preoccupare. Ti posso insegnare ogni parola che hai bisogno di sapere in questo momento. Una di queste è 'fiesta'"
Ragnor aggrottò la fronte. "Cosa vuol dire?"
"Significa 'festa'. Un'altra parola importante è 'juerga*'"
"Cosa significa quella parola?"
"Magnus rimase in silenzio.
"Magnus", disse Ragnor con voce severa. "Anche quella parola significa 'festa'?"
Magnus assecondò il sorriso sornione che si impadronì del suo volto. "Mi scuso", disse. "Ma non ho rimpianti"


E' VIETATA LA RIPRODUZIONE DI QUESTO ARTICOLO TRADOTTO DALLO STAFF DI MUNDANE JOURNAL.POTETE UTILIZZARLO CITANDO SEMPRE IL LINK DEL SITO

domenica 23 dicembre 2012

City of Bones su Best Movie di Gennaio 2013

 Best Movie,di gennaio 2013, dedica un trafiletto a Shadowhunters,che dice:

'Lily Collins e Jamie Campbell Bower angeli scacciademoni in Shadowhunters'

BENVENUTI NELLA CITTA' DI OSSA..
E' la stessa accoglienza che Jace (Campebell Bower) riserva a Clary (Collins),quando la giovane scopre di essere anche lei una Shadowhunters,creatura metà angelo e metà umana capace di annientare i mostri.Confusi?Qualsiasi dubbio verrà chiarito quando questo nuovo urban fantasy diretto da Harold Zwart arriverà nelle sale.Se nel frattempo volete prendere confidenza con gli scacciademoni il consiglio è di recuperare in libreria la saga fantasy di Cassandra Clare (edita da Mondadori) a cui il film è ispirato.

DATA DI USCITA : 23 Agosto 2013 (USA)

 Fonte: Lily Collins Italia